martedì 22 aprile 2014
1600 km in tre giorni. Cosa ho vinto?? L’Australia!
Incredibile quest’Australia, incredibile come passa il tempo, incredibile aver trovato persone in linea con te.
Provate ad immaginare e mentre immaginate : esagerate! Esagerate fino a rendere le cose quasi impossibili, ed è proprio lì che dovrete arrivare, a pensare cose impossibili… perché è lì che siamo arrivati.
Si decide tutti insieme di partire e così presto è fatto! Il nostro trip è verso la Great Ocean Road… eccitati dal viaggio ed incuranti per ciò che avremmo provato, iniziamo i nostri giochi interminabili sul Van! Quei giochi dove pensi una cosa che esiste nell’universo e tu la devi indovinare…cose semplici, vah!
Ad un tratto la natura ci sconvolge, iniziano le distese interminabili di spazi vuoti e lì ti rendi conto di quanto l’Australia sia grande e perché sia così poco popolata. Pochi km dopo, ci azzittisce tutti la laguna, gli stormi di pellicani, una salina rosa, e il van continua ad andare per raggiungere un posto dove montare la tenda e riposare un po’. Trovato! “Oddio, come si monta una tenda?” mi chiedevo, ma non avevo il coraggio di dirlo, pure i lupetti sanno montare una tenda!…
Allora, mi offro per fare altro mentre li spio con occhi incuriositi! Le tende sono state montate, e la cena? Prepariamo la cena su quei barbecue che trovi per strada, lasciati completamente puliti, per chi verrà dopo, come te, e ne avrà di bisogno. Una cena veloce: pasta al pesto, salsicce, insalata, vino, birre, the, biscotti e un gioco trovato nel van che ci intrattiene per tutta la serata… Entusiasti, torniamo in tenda: chitarra e Roberta che canta “ Cosa vuol dir sono una donna ormai, ma quante braccia ti hanno stretta e tu lo sai per diventar quel che sei, che importa tanto tu non me lo dirai…”. Rumori fuori dalla tenda, cosa si muove??? Erano stormi di pappagalli bianchi con il ciuffo tutto colorato…poca roba! E’ notte, si va a dormire… la nostra tabella di marcia prevede che si debbano fare altri 400km… e su per la strada, dritta, ma così dritta che potresti tenere il piede schiacciato sull’acceleratore ed addormentarti per ore!
Dopo 16 ore di viaggio la Great Ocean Road è davanti a noi, emozionati iniziamo a vedere ciò che di meraviglioso c’è lungo quella strada, ma è già buio e bisogna trovare un posto dove accamparsi per la notte.
Cerchiamo, vaghiamo, ma niente. Si va per strade di ghiaia e niente…è buio profondo e piuttosto che vagare inutilmente ci buttiamo in mezzo al nulla. Ci mettiamo lì a vedere le stelle, i pianeti, le costellazioni… un cielo meraviglioso, spegniamo tutte le luci del van, parte la canzone “ follow of the sun” e attorno a noi c’era: l’erba alta, il rumore di qualche animale, l’Oceano e quel cielo…saremmo stati almeno due ore con la testa all’insù. Non c’è tempo di montare le tende e si “dorme” in cinque nel Van. Nella notte sentiamo Andrea che dice “ ragazzi sveglia, ci sono i canguri!” mi sveglio e guardo fuori ( il finestrino appannato dalla notte, cazzo!), apro il finestrino e li vedo lì, davanti a me…bestie enormi che saltellavano e si prendano a pugni… niente, ma noi dobbiamo continuare il nostro viaggio. Guardando l’ora ti accorgi che tutti quei km che abbiamo fatto ci hanno fatto spostare la lancetta di mezz’ora, eh si… il fuso orario, è incredibile a rifletterci!
I 12 Apostoli, pochi km ed erano davanti a noi. Natura incantevole ed onde spaventose. Ce li godiamo all’alba, erano solo per noi. E sono stata presuntuosa a pensare che uno scenario unico come quello, mi ricordasse Sciacca e la “Coda della volpe”. Continuavo a dire ai miei amici “ voi dovreste vedere Sciacca”… li stordisco e sono già diventati ammiratori della Sicilia per sentito dire…da me ovviamente! ;)
Si ritorna verso Adelaide. Quando si pensa al ritorno , solitamente si diventa tristi ma noi non potevamo esserlo, ancora 10 ore tra strade infinite, alberi immensi, animali, pioggia, arcobaleno, sole, nuvoloni, vigneti, fuso orario, sosta pranzo pasquale, ancora lagune, indovinelli e tantissime canzoni da cantare.
E se i viaggi mi danno tanto, mi danno ancora di più le persone con le quali li condivido. Tempo per apprezzarli, tempo per meravigliarmi, tempo per capire che se anche diversi, sentiamo le stesse emozioni .
Il verbo al quale si deve ricorrere sempre, in questi casi è: essere. Essere, essere, sempre essere, se non sei non potrai mai Essere. Essere te stessa, essere come ti vedono, essere, a volte, volutamente niente, essere la risata, essere impaziente, essere quella che cambia ogni giorno.
1600 km in tre giorni. Cosa ho vinto?? I miei amici e l’Australia!
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