" Occhiu vivu e manu au cuteddu"
mercoledì 24 dicembre 2014
Era il 21 Dicembre e mi svegliavo alle 5 di mattina, ma decido di alzarmi dal letto solo qualche ora dopo. Iniziando da questo:
Occhi spalancati alle 7 di mattina, con un unico pensiero: andare al mare. DA SOLA. Ordino il mio ice coffee, rigorosamente, nel bar mio bar preferito. Magari in Italia, avrei pensato che fosse stato troppo presto per andare al mare, ma vedete, sono cambiata... e non c'è niente di più bello che iniziare la giornata facendo quello che si desidera. Effettivamente, mi rendo conto subito che il giorno è appena iniziato vedendo in spiaggia solo gente sportiva che corre e cani sguinzagliati...e tra i due, io mi sento addosso la "bellezza" di un cane sguinzagliato. Tra km e miglia calpestati, e quasi 3 anni di vita con una valigia ed un trolley, ho imparato a fare una cosa difficilissima per molti: stare da sola. Credo che tra la gente possiamo vivere tante vite, mischiarci e condividere i diversi modi di vivere e di pensare...ma più di tutto saper vivere da soli è uno dei regali più belli che possiamo ricevere da noi stessi. Ti metti li, sdraiata al sole, o dove vuoi, e puoi decidere se iniziare a farti tante domande (alle quali non è necessario risponderti ) o semplicemente non pensare a niente. Io oggi, mi regalo il privilegio di non pensare a niente... voi, cosa vi regalate oggi?
Unnè strata chi speccia!
In poche ore si decide di partire per Uluru, e di fare l'ultimo viaggio con chi è stato la tua famiglia: Claudia Ed Andrea, a loro si sono aggiunti Luca ( il fratello di Andrea) ed Andrea ( un ragazzo piemontese che conobbi in farm. Così, il viaggio inizia alle 5 della mattina con Luca sempre al volante. Tante risate, tante rivelazioni, 20 h in macchina e tanto noi. Io Claudia ed Andrea capiamo che tra i tanti discorsi, ci conosciamo, ormai, molto bene... Prima che Andrea andasse via, non potevamo che salutarci così, tra emozioni, sguardi, il cercarci sempre tra la gente o in mezzo al niente. Quanto voglio bene a questi ragazzi!
Qualche ora prima di lasciare Uluru, scrivevo questo:
17 Novembre 2014
È già sera ed ora di dormire... prima dell'alba bisogna andare via ed altri 2000km ci faranno tornare al sud di questa meravigliosa terra. Io non so di preciso cosa sia la libertà, ma oggi quando mi sono sdraiata a pancia in su, in un tavolo in un'area di sosta con il cielo azzurrissimo, nuvole definite, vento, qualche aborigeno, odore di terra che scotta ed Uluru accanto, io ho dimenticato tutto... e l'unica cosa che sentivo era quella di essere totalmente libera. Se qsta vita non ha prezzo, io cercherò di viverla esattamente così, senza perdere un minuto...ma domani sarà ancora deserto, terra rossa, canguri, aquile, musica, la strada più lunga del mondo, una macchina e 5 ragazzi!
18 Novembre 2014
3720 km fatti, 4gg pieni, cioè vissuti pienamente, in cui ogni giorno vedi l'alba e il tramonto e qsto fa già capire che dormire non era la priorità, che 16h di sonno in 4gg erano già troppe. E mi staccavo da quella realtà troppo convenzionale, dove parlare male di qualcuno sembra normale, dove sono sempre gli altri a sbagliare, dove usiamo il telefono e l'orologio per guardare l'ora, dove il telefono era un oggetto inutilizzabile...e capisci che ci sono posti oltre i confini ma sempre in questo mondo, che è la natura stessa a non permetterti di essere quella persona che porta dalla città...qui lo chiamano outback, deserto e qui tutto appartiene alla natura, agli animali, dove deceleri per fare attraversare una mucca libera, un canguro libero, un uccellino che mangia per strada...e non puoi che mostrarti rispettoso in mezzo al loro regno e renderli per una volta padroni di un pezzo di terra, che seppur deserto, è loro... e per quanto tu possa comprendere questo non finirai mai di interrogarti perché è sempre in mezzo al nulla che ti fai le domande, di quanto sia poco importante possedere l'ultimo i phone, i bei vestiti comprati prima di partire, il tacco giusto, la maglia giusta, il pantalone giusto, la giacca perfetta, l'orologio comprato appena prima, la colazione fatta al bar al mattino...ti guardi velocemente e ti rendi conto che nonostante tutto hai capito il senso di questo posto, che il jeans troppo strappato perché l'hai usato fino allo sfinimento ha il giusto senso, che camminare scalzi mi ha fatto sempre schifo ma qui non puoi perderti il privilegio sporcarti i piedi con la sabbia del deserto, che quella sciarpa al collo la puoi usare per farti un burqa, che pazienza se il grillo salta sul tavolo, se il ragno è pronto a percorrere tutto il campeggio, se il coniglio mangia accanto alla tua tenda, lì tutto ha il giusto senso...ed è pure giusto che l'uomo, per una volta, davanti a questo si faccia da parte, si renda umile, rispettoso, e che si accontenti di non valere nulla. Il silenzio me l'ha regalato questo posto, ed era giusto non sporcarlo neanche con le parole...quindi tutti zitti, guarda l'alba, guarda il tramonto, guarda ciò che vuoi, senti ciò che vuoi, ma ascolta quel meraviglioso silenzio. Neanche io so bene come vivere questa vita, la sto improvvisando...ma portarmi nel posto più al "confine" del mondo, dove non capirò più chi sono ed è proprio lì che saprò riconoscere tutto...questa è la mia Australia: conoscermi.
mercoledì 15 ottobre 2014
Tantu amuri, tantu sdegnu.
Dieci mesi di Australia.
Andando indietro nel tempo, ripensando a quando i miei piedi hanno toccato questa terra, sento di aver fatto molta strada.
Tante cose sono cambiate, ma io no, sempre la stessa! Una delle cose più importanti che ho imparato stando qui è apprezzare le piccole cose, che mi fanno sorridere e pensare che sono soprattutto quelle che ti cambiano la giornata e che ti fanno pensare che in quel momento stati bene così come sei.
Dieci lunghissimi ma altrettanto lenti mesi, per metterci dentro un po’ di tutto, stupore, amore, rabbia, delusione, comprensione, amicizia, felicità… dieci mesi necessari a partorire un pensiero, bombardandoti di domande necessarie che ti porteranno, forse, a capire.
Prima domanda: Ma è questa la vita che sognavi? Che sogni?
Beh, se te lo chiedi mentre palpeggi le mele in farm, la risposta arriva imminente ed è chiaro a tutti che è meglio non espormi a riguardo. Ma tu, Roby, devi guardare il lato positivo, mi dico! Non so, prova a pensare alle persone che hai vissuto.
Ecco, forse è qui che dovevo arrivare.
Alla fine dei conti, quando si parla di viaggi e di esperienze, se devi pensare a qualcosa di bello, è alle persone che ti devi fermare. Sono loro, che determineranno un’esperienza bella o brutta, non il lavoro, non i soldi tanti o pochi, solo le persone.
Ne ho conosciute tantissime, provenienti da ogni continente e chi per qualche giorno, chi per qualche mese, hanno condiviso con me questa mia grande esperienza… ed a parte Claudia ed Andrea ( il mio rifugio sicuro), conosci il simpatico, l’amico, l’affidabile, l’inaffidabile, il drogato, l’eccentrico, il mostro, il sentimentale, il musicista, il palestrato, l’alcolizzato, l’amante confuso, l’altruista, il miliardario, può capitare di trovare tutto in uno: il prepotente, l’opportunista, il presuntuoso, il bugiardo, l’indovino, il figo di Belair ( che non ha capito di essere in un punto geografico diverso)… Fermiamoci un attimo, allora.
In mezzo a tutto questo, ci sono anche quelle persone che hanno venduto l’anima al diavolo per restare qui… ho pensato molto a questo e che cosa possa portare a pretendere di restate in una terra che non è la tua. L’essere snaturati dalla tua vera provenienza fino a non riconoscersi più, privi di affetti, il vivere da soli e lontani che con il tempo rende insensibili a tutto, il non curarsi di tutto quello che ti capita tra le mani, indurirsi, privarsi del più naturale sentimento che può passare dalla rabbia all’amore, il non riuscire a riconoscere cosa essenzialmente fa muovere questa vita, agire secondo cosa conviene e non attraverso ciò che si sente, ma forse è questo il patto, il compromesso, per calpestare ciò che tanto si desidera… morire dentro, facendo finta di essere ancora vivi e convincendoti che questa vita ti piace così com’è.
Attraversare tutto il mondo per poter capire questo, ed attraversare tutto il mondo per capire anche altro… che in mezzo a quei party australiani fatti di birre, musiche, droghe, puttanai, tu non c’entri niente. Li guardi tutti, con il tuo bicchiere ci coca cola in mano, ti giri intorno, sorridi anche, ma il tempo dell’amico che ti guarda e scoppia a ridere con te non è qui. L’hai lasciato da qualche altra parte nel mondo, come tutto quello che ti appartiene e che sei tu. E ti ripeti se cerchi ancora un posto o se l’hai trovato da quando sei nata. E nel frattempo capirai di doverti rinfrescare quella vecchia promessa, di andare oltre alle apparenze, di essere sempre sincera con te stessa, di non tradirti mai, di rispettare abbastanza se stessi da andare via da tutto ciò che non ti serve più e di rispettarti tutti i giorni della tua vita!
Adesso, c’è una cosa che ho imparato col tempo: che qualsiasi biglietto aereo che potrà portarti semplicemente lontano o straordinariamente a casa, si fanno al massimo 10 gg prima di ogni partenza…perché stai vivendo e tutto può sempre cambiare.
Riporto qui, un discorso che mi appartiene e che mi descrive
“Alla fine sono arrivata a credere in una ricerca che io chiamo “La Fisica dell'Anima”, una forza della natura governata da leggi reali quanto la legge di gravità. La regola di questo principio funziona più o meno così: se sei abbastanza coraggiosa da lasciarti indietro tutto ciò che ti è familiare e confortevole e che può essere qualunque cosa, dalla tua casa a vecchi rancori, e partire per un viaggio alla ricerca della verità, sia esterna che interna, se sei veramente intenzionata a considerare tutto quello che ti capita durante questo viaggio come un indizio, se accetti tutti quelli che incontri strada facendo come insegnanti, e se sei preparata soprattutto ad affrontare e perdonare alcune realtà di te stessa veramente scomode, allora la verità non ti sarà preclusa”.
Io voglio essere solo felice, dite che me lo merito?
martedì 17 giugno 2014
Viaggia, porta in giro te stesso, trova qualcosa da imparare, ed ogni tanto buttati a caso in un locale del posto e ascolta quello che le persone dicono.---> Bali!
Per chi scrive non tanto per scrivere, trovare l’ispirazione giusta non è sempre così semplice, soprattutto quando vuoi raccontare emozioni di un viaggio che è già passato ed altri impegni sono rientrati nella tua vita australiana… ma Bali è uno di quei viaggi che non può passare in sordina, che non può non essere raccontato o accantonato così, come se non fosse successo nulla.
Allora, Bali veniamo a noi! Si a noi, me e te.
Un viaggio fuori dal comune, dove mi appare un altro mondo , credo che in questi ultimi mesi ne stia contando tanti ma quest’ultimo è totalmente diverso. Dire che lì è diversa la vita, è troppo semplificativo e scontato.
Ci vogliono occhi per guardare cosa c’è di diverso e anche un po’ di curiosità. Beh, forse dovrei iniziare col chiedermi cosa è essenziale nella vita. Cosa è essenziale nella vita? Seppure sappia rispondermi, tutto rimarrà un ricordo di chi con niente riusciva a sorridere tutti i giorni.
Ho scritto appunti che trasferisco qui “ Mentre sono completamente immersa in questa meravigliosa isola tra spiagge, risaie, terra diventata strada perché battuta dal passare e spassare, polvere, giungla … la mia mente cerca le parole giuste per spiegarmi senza creare confusione, ma non ci sono parole giuste, trovo solo emozioni giuste”. Questo è uno stato che mi appartiene ancora, il non riuscire a tradurre un’emozione, una giornata, un momento in parole. Era tutto “ meraviglia” e “stupore” non sempre in positivo, soprattutto quando vedi che mentre tu stai facendo una vacanza, un bambino sta lavorando per te.
Ma c’è il bello che mi porto, come quando mi sono persa nella giungla in bicicletta mentre ero diretta al mare. Si, è stato bello, d’impatto ho avvertito il senso di paura, subito dopo di libertà!
Completamente persa, giravo intorno all’isola di Gili. Ho visto mamme lavare i propri bambini nelle bacinelle di acqua sporca, bambini giocare con un rametto di legno, donne cucinare sulla terra, uomini serrare asini sfiniti per aver trasportato turisti qua e là, anziani raccogliere i cocchi sotto il sole cocente, uomini tirare carretti a mano con le loro forze, bambine consegnare le uova dove gli era stato detto… e non potevo più scegliere di andare in spiaggia, quella realtà mi dava di più di una tintarella, ma purtroppo in tutto questo stupore avevo un dovere: MUOVERMI! Muovermi, perché non essendoci elettricità ed illuminazione, se ti trovi al tramonto devi essere veloce a trovare la direzione giusta. Allora di corsa, e con tanta vergogna, chiedevo alle persone che vivevano nelle capanne (già con qualche candela accesa per la sera) dove fosse il Resort dove alloggiavo, e in mezzo alla polvere e strade di terra, un po’ ad orientamento e con ricordi di indicazioni che suonavano come “ appena vedi l’albero altissimo giri a destra e poi a sinistra” sono riuscita a rientrare sana e salva.
Qualche giorno dopo si rientra a Bali dove una cerimonia religiosa ci aspettava. La gente del posto ci porta lì, in quei Tempi a pregare chissà quale Santo e vestita da balinese. Mentre mi guardavo intorno, non sapevo che da lì a poco sarei stata spinta da una massa di gente ansiosa di entrare nel Tempio a pregare in ginocchio. Mano per mano con il mio amico balinese entro nel Tempio e prendo un respiro, mentre proprio alle mie spalle serrano i cancelli per poi dare il via ad un altro turno di preghiera.
In ginocchio con loro, ascoltavo quella preghiera come un lamento ed ho respirato incenso fino alla nausea… finite le preghiere arriva il turno della benedizione; degli uomini passavano a gettarti dell’acqua addosso, e poi ne versavano un po’ sulle mani che avrei dovuto bere necessariamente. Sarei voluta scappare perché con quelle mani avevo toccato di tutto ed io dovevo bere quell’acqua… non potevo tirarmi indietro nel fare quel gesto ma potevo tranquillamente fingere, ed ho finto di bere …meglio un po’ d’acqua addosso che morta con malattie ancora da ricercare!
Il rientro in Australia ci chiamava, tutto pronto per ritornare a “casa” ma il volo fu cancellato. Volo cancellato??? Si!!! Un vulcano aveva deciso di eruttare proprio quei giorni … un giorno in più a Bali, un giorno in più di sole, di sorrisi, di stanchezza, di mare, di beveroni all’anguria, di regali, di massaggi, di tagli di capelli per poi pentirsene, di polvere, di profumo di fiori di pomelie, un giorno in più per dare a qualcuno l’occasione di farti scippare la borsa… un giorno in più per realizzare che era ora di ritornare con solo sei ore di volo per Adelaide, volo che poi fu dirottato a Melbourne…volo che diventò un covo di preghiera ( dove chiedevamo di non morire), poi, scendi dal volo passa la dogana, passaporto, timbro e prendi un altro volo. Adelaide 03/06/2014: Roberta è viva!
venerdì 16 maggio 2014
U Signuri aiuta mmiachi e picciliddi.
… Torna puntualmente l’esigenza di scrivere, come un richiamo naturale con una scadenza mensile. Ed eccomi qui.
Ci siamo, me, con sempre qualcosa che cambia intorno. Si parte dalla casa. Si svuota di donne e diventa la casa degli uomini. E’ sempre bello poter vivere con degli uomini, moderano gli animi di noi “donnacce” che, a volte, siamo accusate di avere il ciclo 24h su 24 per 365 giorni e 6 ore l’anno… anche se in realtà, qui, non si è mai verificato questo. Intese sin da subito e bella gente con la quale parlare, ridere e festeggiare qualsiasi cosa ci venga in mente… ad esempio nell’ultimo mese e mezzo abbiamo dato cinque feste di “addio” per il mio amico/fratellino Andrea che in realtà non è mai andato! Belle cose! Ma noi siamo contenti che non sia mai andato via… che avete capito? Siamo contenti solo perché possiamo improvvisare la sesta festa di addio! ;) Adesso ho anche un altro fratellone: Luca. Abbiamo completato il cerchio, ed è così composto: Luca sta ad Andrea, come Roberta sta a Claudia ed a Tiffany! Ad ogni modo, dentro al cerchio c’è posto per tutti!
Si, si, tutto bello. Aspetta!!! C’è da precisare una cosa: è finita la mia vita privata. Tutti devono NECESSARIAMENTE saper tutto di tutti. E così via con gli sfottò, le mille domande, le zero risposte ed i mille commenti nati da supposizioni che degenerano in affermazioni orribili, ma che sfociano in risate lunghe ore ed ore. Bene, molto bene, fino a quando non è il tuo turno. Meglio sprofondare dentro le sabbie mobili che trovarti ad essere il capro espiatorio di quelli che cercano la vendetta dei giorni passati!!! Va bene, non vi posso raccontare il mio massacro, ma fortunatamente l’ho scampata. Ancora viva!
Sono sopravvissuta a questo ma muoio ogni volta che si inventano una storia ed io puntualmente ci credo. Ma poi finisco per crederci davvero, tanto è vero che gli racconto la mia finta storia ma assolutamente “credibile”… niente da fare vivo in una “ bubble” come dicono loro. Si è vero, lasciatemi dentro il mio mondo incantato e perfetto, dove esistono le sirene, i grilli parlanti, Denver, David gnomo e Peter Pan, il mio preferito! Che ne capite voi di storie buffe da raccontare totalmente inventate?!? Ma come faccio a spiegarvelo che la mattina invoco Aladin con il suo tappeto magico che mi porti a lavoro in un secondo anziché prendere il tram per 40 minuti? Ma come faccio a spiegarvelo che un giorno quando diventerò Regina dell’Australia sarò sulle banconote da 200 dollari?? ( Si, lo so che non esistono ma si avvertirà l’esigenza di creare un nuovo taglio).
Ah scusate, volevate sapere come va il lavoro e con il mio inglese?
Beh, il lavoro, no ne parliamo…Finito… e con l’inglese parlo sempre fluentemente l’italiano con un accenno di cadenza polentona, ma oggi in compenso ho fatto un colloquio e mi è stato detto che parlo bene l’inglese. Ai colloqui non devi mai dire “no, ma che stai dicendo??”, anzi devi giocare d’attacco e quindi chiedo subito “Where are you from?” il datore risponde “ I’m italian” ed io “ Really, I’m Italian too!” e lui “ Sono siciliano di Messina”… mi cascano le braccia per aver capito che solo un siciliano poteva dirmi di parlare bene in inglese… realizzo, torno a casa e studio! I’m from Italy… I’m looking for a job… You’re out of your mind… I’m not in the mood… ed una frase che risulta importantissima (almeno così sembra): I don’t give a shit! E lì ti si apre ai tuoi occhi l’immenso… non quello di Leopardi ma l’immenso senso di sopravvivenza in una sola frase!
Nella miavera lingua, quella siciliana, si dice: U Signuri aiuta mmiachi e picciliddi! E allora che aiutasse anche me, che non sono ubrica ma solo un pò bambina1 ;)
E va beh, se la realtà è diversa, io mi nascondo dentro alla mia fantasia che è tutto ciò che ho ed è il mondo più bello che abbia mai visto!
martedì 22 aprile 2014
1600 km in tre giorni. Cosa ho vinto?? L’Australia!
Incredibile quest’Australia, incredibile come passa il tempo, incredibile aver trovato persone in linea con te.
Provate ad immaginare e mentre immaginate : esagerate! Esagerate fino a rendere le cose quasi impossibili, ed è proprio lì che dovrete arrivare, a pensare cose impossibili… perché è lì che siamo arrivati.
Si decide tutti insieme di partire e così presto è fatto! Il nostro trip è verso la Great Ocean Road… eccitati dal viaggio ed incuranti per ciò che avremmo provato, iniziamo i nostri giochi interminabili sul Van! Quei giochi dove pensi una cosa che esiste nell’universo e tu la devi indovinare…cose semplici, vah!
Ad un tratto la natura ci sconvolge, iniziano le distese interminabili di spazi vuoti e lì ti rendi conto di quanto l’Australia sia grande e perché sia così poco popolata. Pochi km dopo, ci azzittisce tutti la laguna, gli stormi di pellicani, una salina rosa, e il van continua ad andare per raggiungere un posto dove montare la tenda e riposare un po’. Trovato! “Oddio, come si monta una tenda?” mi chiedevo, ma non avevo il coraggio di dirlo, pure i lupetti sanno montare una tenda!…
Allora, mi offro per fare altro mentre li spio con occhi incuriositi! Le tende sono state montate, e la cena? Prepariamo la cena su quei barbecue che trovi per strada, lasciati completamente puliti, per chi verrà dopo, come te, e ne avrà di bisogno. Una cena veloce: pasta al pesto, salsicce, insalata, vino, birre, the, biscotti e un gioco trovato nel van che ci intrattiene per tutta la serata… Entusiasti, torniamo in tenda: chitarra e Roberta che canta “ Cosa vuol dir sono una donna ormai, ma quante braccia ti hanno stretta e tu lo sai per diventar quel che sei, che importa tanto tu non me lo dirai…”. Rumori fuori dalla tenda, cosa si muove??? Erano stormi di pappagalli bianchi con il ciuffo tutto colorato…poca roba! E’ notte, si va a dormire… la nostra tabella di marcia prevede che si debbano fare altri 400km… e su per la strada, dritta, ma così dritta che potresti tenere il piede schiacciato sull’acceleratore ed addormentarti per ore!
Dopo 16 ore di viaggio la Great Ocean Road è davanti a noi, emozionati iniziamo a vedere ciò che di meraviglioso c’è lungo quella strada, ma è già buio e bisogna trovare un posto dove accamparsi per la notte.
Cerchiamo, vaghiamo, ma niente. Si va per strade di ghiaia e niente…è buio profondo e piuttosto che vagare inutilmente ci buttiamo in mezzo al nulla. Ci mettiamo lì a vedere le stelle, i pianeti, le costellazioni… un cielo meraviglioso, spegniamo tutte le luci del van, parte la canzone “ follow of the sun” e attorno a noi c’era: l’erba alta, il rumore di qualche animale, l’Oceano e quel cielo…saremmo stati almeno due ore con la testa all’insù. Non c’è tempo di montare le tende e si “dorme” in cinque nel Van. Nella notte sentiamo Andrea che dice “ ragazzi sveglia, ci sono i canguri!” mi sveglio e guardo fuori ( il finestrino appannato dalla notte, cazzo!), apro il finestrino e li vedo lì, davanti a me…bestie enormi che saltellavano e si prendano a pugni… niente, ma noi dobbiamo continuare il nostro viaggio. Guardando l’ora ti accorgi che tutti quei km che abbiamo fatto ci hanno fatto spostare la lancetta di mezz’ora, eh si… il fuso orario, è incredibile a rifletterci!
I 12 Apostoli, pochi km ed erano davanti a noi. Natura incantevole ed onde spaventose. Ce li godiamo all’alba, erano solo per noi. E sono stata presuntuosa a pensare che uno scenario unico come quello, mi ricordasse Sciacca e la “Coda della volpe”. Continuavo a dire ai miei amici “ voi dovreste vedere Sciacca”… li stordisco e sono già diventati ammiratori della Sicilia per sentito dire…da me ovviamente! ;)
Si ritorna verso Adelaide. Quando si pensa al ritorno , solitamente si diventa tristi ma noi non potevamo esserlo, ancora 10 ore tra strade infinite, alberi immensi, animali, pioggia, arcobaleno, sole, nuvoloni, vigneti, fuso orario, sosta pranzo pasquale, ancora lagune, indovinelli e tantissime canzoni da cantare.
E se i viaggi mi danno tanto, mi danno ancora di più le persone con le quali li condivido. Tempo per apprezzarli, tempo per meravigliarmi, tempo per capire che se anche diversi, sentiamo le stesse emozioni .
Il verbo al quale si deve ricorrere sempre, in questi casi è: essere. Essere, essere, sempre essere, se non sei non potrai mai Essere. Essere te stessa, essere come ti vedono, essere, a volte, volutamente niente, essere la risata, essere impaziente, essere quella che cambia ogni giorno.
1600 km in tre giorni. Cosa ho vinto?? I miei amici e l’Australia!
martedì 8 aprile 2014
CU AVI LINGUA, PASSA U MARI.
Tanta voglia di scrivere e di raccontare il mio, ormai, terzo mese qui.
Ti affezioni alle persone con le quali vivi, con le quali lavori, crei il tuo gruppo, e così via, di colpo va sempre meglio.
Empatia, risate, emozioni, confessioni; tutto condiviso con estrema naturalezza con chi, come te, cerca quella persona o quell’amica/o che ha lasciato a casa. Ormai non vado più a letto senza la buonanotte di : Claudia, Andrea, Lauren, Kirsten, Tiffany, Gabi e anche dell’ultimo inaspettato topo.
Fin qui tutto normale e quasi prevedibile, ovunque sia stata ho avuto questo sviluppo di vite intrecciate, molte di loro finite in amicizia vera.
Questo mese è stato il più lucido di tutti. Ho razionalizzato di starci con tutti due i piedi in Australia, ed è bella anche con l’autunno in Aprile, anche con le nuvole che coprono completamente il sole, anche con gli acquazzoni, anche con il sole che appare per 2 secondi e poi va via.
Assieme all’autunno è arrivata anche una sorpresa, Denis, che non vedevo da almeno 7 anni, venuto anche lui qui per una diversa ragione, interessante ed unica, raccoglie racconti degli italiani in Australia. Con immensa ammirazione ho ascoltato la sua “avventura-lavoro” che lo sta portando a vagare per tutta l’ Australia. Mentre racconta, un’esclamazione giunge spontanea aprendo il profilo “lavorativo” di Italian dreamtime: Cavoli Rò, siamo su “ turisti per caso!”. Il giorno dopo viene contattato da una casa cinematografica per la recinzione di un film, e poi…, e poi…, è un susseguirsi di avvenimenti e gioie non di poco conto. Felice per lui e per essere stata coinvolta, a tratti, da questa singolare esperienza.
Bene, si ritorna a lavorare duro, talmente tanto da essermi meritata un altro viaggio!!! Bene, davvero bene! Ho il coraggio di uscire dall’ Australia e di ritornarci, dopo qualche giorno. Si, sarà la terra dei sogni ma io ogni tre mesi sento la mancanza di prendere un volo e di andare via… una destinazione scelta non a caso… Per i miei 29 anni, 11 mesi e 10gg mi sono fatta un regalo, chi non si fa un regalo per i propri 29 anni, 11 mesi e 10gg? L’abbandono del “2” va festeggiato, quindi sarà a Bali che brinderò. Non vedo l’ora di andare, ma anche qui, non è che me la passo male!... ma tranquilli ho già altri tre biglietti aerei per le mani!
E’ un’avventura questa mia vita, la vivo intensamente e mi lascio travolgere da tutto. Prendo la palla al balzo, anche se poi non la trattengo e la butto via.
Eh si, cu avi lingua, passa u mari! Se ci penso l’anno scorso vivevo a Granada, e un anno dopo mi ritrovo qui, in Australia.
SE DOVESSERO SCOPRIRE CHE, OLTRE A QUESTO, ESISTE UN ALTRO MONDO, IO CI ANDRO’!
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