mercoledì 24 dicembre 2014

Unnè strata chi speccia!

In poche ore si decide di partire per Uluru, e di fare l'ultimo viaggio con chi è stato la tua famiglia: Claudia Ed Andrea, a loro si sono aggiunti Luca ( il fratello di Andrea) ed Andrea ( un ragazzo piemontese che conobbi in farm. Così, il viaggio inizia alle 5 della mattina con Luca sempre al volante. Tante risate, tante rivelazioni, 20 h in macchina e tanto noi. Io Claudia ed Andrea capiamo che tra i tanti discorsi, ci conosciamo, ormai, molto bene... Prima che Andrea andasse via, non potevamo che salutarci così, tra emozioni, sguardi, il cercarci sempre tra la gente o in mezzo al niente. Quanto voglio bene a questi ragazzi! Qualche ora prima di lasciare Uluru, scrivevo questo: 17 Novembre 2014 È già sera ed ora di dormire... prima dell'alba bisogna andare via ed altri 2000km ci faranno tornare al sud di questa meravigliosa terra. Io non so di preciso cosa sia la libertà, ma oggi quando mi sono sdraiata a pancia in su, in un tavolo in un'area di sosta con il cielo azzurrissimo, nuvole definite, vento, qualche aborigeno, odore di terra che scotta ed Uluru accanto, io ho dimenticato tutto... e l'unica cosa che sentivo era quella di essere totalmente libera. Se qsta vita non ha prezzo, io cercherò di viverla esattamente così, senza perdere un minuto...ma domani sarà ancora deserto, terra rossa, canguri, aquile, musica, la strada più lunga del mondo, una macchina e 5 ragazzi! 18 Novembre 2014 3720 km fatti, 4gg pieni, cioè vissuti pienamente, in cui ogni giorno vedi l'alba e il tramonto e qsto fa già capire che dormire non era la priorità, che 16h di sonno in 4gg erano già troppe. E mi staccavo da quella realtà troppo convenzionale, dove parlare male di qualcuno sembra normale, dove sono sempre gli altri a sbagliare, dove usiamo il telefono e l'orologio per guardare l'ora, dove il telefono era un oggetto inutilizzabile...e capisci che ci sono posti oltre i confini ma sempre in questo mondo, che è la natura stessa a non permetterti di essere quella persona che porta dalla città...qui lo chiamano outback, deserto e qui tutto appartiene alla natura, agli animali, dove deceleri per fare attraversare una mucca libera, un canguro libero, un uccellino che mangia per strada...e non puoi che mostrarti rispettoso in mezzo al loro regno e renderli per una volta padroni di un pezzo di terra, che seppur deserto, è loro... e per quanto tu possa comprendere questo non finirai mai di interrogarti perché è sempre in mezzo al nulla che ti fai le domande, di quanto sia poco importante possedere l'ultimo i phone, i bei vestiti comprati prima di partire, il tacco giusto, la maglia giusta, il pantalone giusto, la giacca perfetta, l'orologio comprato appena prima, la colazione fatta al bar al mattino...ti guardi velocemente e ti rendi conto che nonostante tutto hai capito il senso di questo posto, che il jeans troppo strappato perché l'hai usato fino allo sfinimento ha il giusto senso, che camminare scalzi mi ha fatto sempre schifo ma qui non puoi perderti il privilegio sporcarti i piedi con la sabbia del deserto, che quella sciarpa al collo la puoi usare per farti un burqa, che pazienza se il grillo salta sul tavolo, se il ragno è pronto a percorrere tutto il campeggio, se il coniglio mangia accanto alla tua tenda, lì tutto ha il giusto senso...ed è pure giusto che l'uomo, per una volta, davanti a questo si faccia da parte, si renda umile, rispettoso, e che si accontenti di non valere nulla. Il silenzio me l'ha regalato questo posto, ed era giusto non sporcarlo neanche con le parole...quindi tutti zitti, guarda l'alba, guarda il tramonto, guarda ciò che vuoi, senti ciò che vuoi, ma ascolta quel meraviglioso silenzio. Neanche io so bene come vivere questa vita, la sto improvvisando...ma portarmi nel posto più al "confine" del mondo, dove non capirò più chi sono ed è proprio lì che saprò riconoscere tutto...questa è la mia Australia: conoscermi.

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