martedì 17 giugno 2014
Viaggia, porta in giro te stesso, trova qualcosa da imparare, ed ogni tanto buttati a caso in un locale del posto e ascolta quello che le persone dicono.---> Bali!
Per chi scrive non tanto per scrivere, trovare l’ispirazione giusta non è sempre così semplice, soprattutto quando vuoi raccontare emozioni di un viaggio che è già passato ed altri impegni sono rientrati nella tua vita australiana… ma Bali è uno di quei viaggi che non può passare in sordina, che non può non essere raccontato o accantonato così, come se non fosse successo nulla.
Allora, Bali veniamo a noi! Si a noi, me e te.
Un viaggio fuori dal comune, dove mi appare un altro mondo , credo che in questi ultimi mesi ne stia contando tanti ma quest’ultimo è totalmente diverso. Dire che lì è diversa la vita, è troppo semplificativo e scontato.
Ci vogliono occhi per guardare cosa c’è di diverso e anche un po’ di curiosità. Beh, forse dovrei iniziare col chiedermi cosa è essenziale nella vita. Cosa è essenziale nella vita? Seppure sappia rispondermi, tutto rimarrà un ricordo di chi con niente riusciva a sorridere tutti i giorni.
Ho scritto appunti che trasferisco qui “ Mentre sono completamente immersa in questa meravigliosa isola tra spiagge, risaie, terra diventata strada perché battuta dal passare e spassare, polvere, giungla … la mia mente cerca le parole giuste per spiegarmi senza creare confusione, ma non ci sono parole giuste, trovo solo emozioni giuste”. Questo è uno stato che mi appartiene ancora, il non riuscire a tradurre un’emozione, una giornata, un momento in parole. Era tutto “ meraviglia” e “stupore” non sempre in positivo, soprattutto quando vedi che mentre tu stai facendo una vacanza, un bambino sta lavorando per te.
Ma c’è il bello che mi porto, come quando mi sono persa nella giungla in bicicletta mentre ero diretta al mare. Si, è stato bello, d’impatto ho avvertito il senso di paura, subito dopo di libertà!
Completamente persa, giravo intorno all’isola di Gili. Ho visto mamme lavare i propri bambini nelle bacinelle di acqua sporca, bambini giocare con un rametto di legno, donne cucinare sulla terra, uomini serrare asini sfiniti per aver trasportato turisti qua e là, anziani raccogliere i cocchi sotto il sole cocente, uomini tirare carretti a mano con le loro forze, bambine consegnare le uova dove gli era stato detto… e non potevo più scegliere di andare in spiaggia, quella realtà mi dava di più di una tintarella, ma purtroppo in tutto questo stupore avevo un dovere: MUOVERMI! Muovermi, perché non essendoci elettricità ed illuminazione, se ti trovi al tramonto devi essere veloce a trovare la direzione giusta. Allora di corsa, e con tanta vergogna, chiedevo alle persone che vivevano nelle capanne (già con qualche candela accesa per la sera) dove fosse il Resort dove alloggiavo, e in mezzo alla polvere e strade di terra, un po’ ad orientamento e con ricordi di indicazioni che suonavano come “ appena vedi l’albero altissimo giri a destra e poi a sinistra” sono riuscita a rientrare sana e salva.
Qualche giorno dopo si rientra a Bali dove una cerimonia religiosa ci aspettava. La gente del posto ci porta lì, in quei Tempi a pregare chissà quale Santo e vestita da balinese. Mentre mi guardavo intorno, non sapevo che da lì a poco sarei stata spinta da una massa di gente ansiosa di entrare nel Tempio a pregare in ginocchio. Mano per mano con il mio amico balinese entro nel Tempio e prendo un respiro, mentre proprio alle mie spalle serrano i cancelli per poi dare il via ad un altro turno di preghiera.
In ginocchio con loro, ascoltavo quella preghiera come un lamento ed ho respirato incenso fino alla nausea… finite le preghiere arriva il turno della benedizione; degli uomini passavano a gettarti dell’acqua addosso, e poi ne versavano un po’ sulle mani che avrei dovuto bere necessariamente. Sarei voluta scappare perché con quelle mani avevo toccato di tutto ed io dovevo bere quell’acqua… non potevo tirarmi indietro nel fare quel gesto ma potevo tranquillamente fingere, ed ho finto di bere …meglio un po’ d’acqua addosso che morta con malattie ancora da ricercare!
Il rientro in Australia ci chiamava, tutto pronto per ritornare a “casa” ma il volo fu cancellato. Volo cancellato??? Si!!! Un vulcano aveva deciso di eruttare proprio quei giorni … un giorno in più a Bali, un giorno in più di sole, di sorrisi, di stanchezza, di mare, di beveroni all’anguria, di regali, di massaggi, di tagli di capelli per poi pentirsene, di polvere, di profumo di fiori di pomelie, un giorno in più per dare a qualcuno l’occasione di farti scippare la borsa… un giorno in più per realizzare che era ora di ritornare con solo sei ore di volo per Adelaide, volo che poi fu dirottato a Melbourne…volo che diventò un covo di preghiera ( dove chiedevamo di non morire), poi, scendi dal volo passa la dogana, passaporto, timbro e prendi un altro volo. Adelaide 03/06/2014: Roberta è viva!
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