venerdì 16 maggio 2014

U Signuri aiuta mmiachi e picciliddi.

… Torna puntualmente l’esigenza di scrivere, come un richiamo naturale con una scadenza mensile. Ed eccomi qui. Ci siamo, me, con sempre qualcosa che cambia intorno. Si parte dalla casa. Si svuota di donne e diventa la casa degli uomini. E’ sempre bello poter vivere con degli uomini, moderano gli animi di noi “donnacce” che, a volte, siamo accusate di avere il ciclo 24h su 24 per 365 giorni e 6 ore l’anno… anche se in realtà, qui, non si è mai verificato questo. Intese sin da subito e bella gente con la quale parlare, ridere e festeggiare qualsiasi cosa ci venga in mente… ad esempio nell’ultimo mese e mezzo abbiamo dato cinque feste di “addio” per il mio amico/fratellino Andrea che in realtà non è mai andato! Belle cose! Ma noi siamo contenti che non sia mai andato via… che avete capito? Siamo contenti solo perché possiamo improvvisare la sesta festa di addio! ;) Adesso ho anche un altro fratellone: Luca. Abbiamo completato il cerchio, ed è così composto: Luca sta ad Andrea, come Roberta sta a Claudia ed a Tiffany! Ad ogni modo, dentro al cerchio c’è posto per tutti! Si, si, tutto bello. Aspetta!!! C’è da precisare una cosa: è finita la mia vita privata. Tutti devono NECESSARIAMENTE saper tutto di tutti. E così via con gli sfottò, le mille domande, le zero risposte ed i mille commenti nati da supposizioni che degenerano in affermazioni orribili, ma che sfociano in risate lunghe ore ed ore. Bene, molto bene, fino a quando non è il tuo turno. Meglio sprofondare dentro le sabbie mobili che trovarti ad essere il capro espiatorio di quelli che cercano la vendetta dei giorni passati!!! Va bene, non vi posso raccontare il mio massacro, ma fortunatamente l’ho scampata. Ancora viva! Sono sopravvissuta a questo ma muoio ogni volta che si inventano una storia ed io puntualmente ci credo. Ma poi finisco per crederci davvero, tanto è vero che gli racconto la mia finta storia ma assolutamente “credibile”… niente da fare vivo in una “ bubble” come dicono loro. Si è vero, lasciatemi dentro il mio mondo incantato e perfetto, dove esistono le sirene, i grilli parlanti, Denver, David gnomo e Peter Pan, il mio preferito! Che ne capite voi di storie buffe da raccontare totalmente inventate?!? Ma come faccio a spiegarvelo che la mattina invoco Aladin con il suo tappeto magico che mi porti a lavoro in un secondo anziché prendere il tram per 40 minuti? Ma come faccio a spiegarvelo che un giorno quando diventerò Regina dell’Australia sarò sulle banconote da 200 dollari?? ( Si, lo so che non esistono ma si avvertirà l’esigenza di creare un nuovo taglio). Ah scusate, volevate sapere come va il lavoro e con il mio inglese? Beh, il lavoro, no ne parliamo…Finito… e con l’inglese parlo sempre fluentemente l’italiano con un accenno di cadenza polentona, ma oggi in compenso ho fatto un colloquio e mi è stato detto che parlo bene l’inglese. Ai colloqui non devi mai dire “no, ma che stai dicendo??”, anzi devi giocare d’attacco e quindi chiedo subito “Where are you from?” il datore risponde “ I’m italian” ed io “ Really, I’m Italian too!” e lui “ Sono siciliano di Messina”… mi cascano le braccia per aver capito che solo un siciliano poteva dirmi di parlare bene in inglese… realizzo, torno a casa e studio! I’m from Italy… I’m looking for a job… You’re out of your mind… I’m not in the mood… ed una frase che risulta importantissima (almeno così sembra): I don’t give a shit! E lì ti si apre ai tuoi occhi l’immenso… non quello di Leopardi ma l’immenso senso di sopravvivenza in una sola frase! Nella miavera lingua, quella siciliana, si dice: U Signuri aiuta mmiachi e picciliddi! E allora che aiutasse anche me, che non sono ubrica ma solo un pò bambina1 ;) E va beh, se la realtà è diversa, io mi nascondo dentro alla mia fantasia che è tutto ciò che ho ed è il mondo più bello che abbia mai visto!

martedì 22 aprile 2014

1600 km in tre giorni. Cosa ho vinto?? L’Australia!

Incredibile quest’Australia, incredibile come passa il tempo, incredibile aver trovato persone in linea con te. Provate ad immaginare e mentre immaginate : esagerate! Esagerate fino a rendere le cose quasi impossibili, ed è proprio lì che dovrete arrivare, a pensare cose impossibili… perché è lì che siamo arrivati. Si decide tutti insieme di partire e così presto è fatto! Il nostro trip è verso la Great Ocean Road… eccitati dal viaggio ed incuranti per ciò che avremmo provato, iniziamo i nostri giochi interminabili sul Van! Quei giochi dove pensi una cosa che esiste nell’universo e tu la devi indovinare…cose semplici, vah! Ad un tratto la natura ci sconvolge, iniziano le distese interminabili di spazi vuoti e lì ti rendi conto di quanto l’Australia sia grande e perché sia così poco popolata. Pochi km dopo, ci azzittisce tutti la laguna, gli stormi di pellicani, una salina rosa, e il van continua ad andare per raggiungere un posto dove montare la tenda e riposare un po’. Trovato! “Oddio, come si monta una tenda?” mi chiedevo, ma non avevo il coraggio di dirlo, pure i lupetti sanno montare una tenda!… Allora, mi offro per fare altro mentre li spio con occhi incuriositi! Le tende sono state montate, e la cena? Prepariamo la cena su quei barbecue che trovi per strada, lasciati completamente puliti, per chi verrà dopo, come te, e ne avrà di bisogno. Una cena veloce: pasta al pesto, salsicce, insalata, vino, birre, the, biscotti e un gioco trovato nel van che ci intrattiene per tutta la serata… Entusiasti, torniamo in tenda: chitarra e Roberta che canta “ Cosa vuol dir sono una donna ormai, ma quante braccia ti hanno stretta e tu lo sai per diventar quel che sei, che importa tanto tu non me lo dirai…”. Rumori fuori dalla tenda, cosa si muove??? Erano stormi di pappagalli bianchi con il ciuffo tutto colorato…poca roba! E’ notte, si va a dormire… la nostra tabella di marcia prevede che si debbano fare altri 400km… e su per la strada, dritta, ma così dritta che potresti tenere il piede schiacciato sull’acceleratore ed addormentarti per ore! Dopo 16 ore di viaggio la Great Ocean Road è davanti a noi, emozionati iniziamo a vedere ciò che di meraviglioso c’è lungo quella strada, ma è già buio e bisogna trovare un posto dove accamparsi per la notte. Cerchiamo, vaghiamo, ma niente. Si va per strade di ghiaia e niente…è buio profondo e piuttosto che vagare inutilmente ci buttiamo in mezzo al nulla. Ci mettiamo lì a vedere le stelle, i pianeti, le costellazioni… un cielo meraviglioso, spegniamo tutte le luci del van, parte la canzone “ follow of the sun” e attorno a noi c’era: l’erba alta, il rumore di qualche animale, l’Oceano e quel cielo…saremmo stati almeno due ore con la testa all’insù. Non c’è tempo di montare le tende e si “dorme” in cinque nel Van. Nella notte sentiamo Andrea che dice “ ragazzi sveglia, ci sono i canguri!” mi sveglio e guardo fuori ( il finestrino appannato dalla notte, cazzo!), apro il finestrino e li vedo lì, davanti a me…bestie enormi che saltellavano e si prendano a pugni… niente, ma noi dobbiamo continuare il nostro viaggio. Guardando l’ora ti accorgi che tutti quei km che abbiamo fatto ci hanno fatto spostare la lancetta di mezz’ora, eh si… il fuso orario, è incredibile a rifletterci! I 12 Apostoli, pochi km ed erano davanti a noi. Natura incantevole ed onde spaventose. Ce li godiamo all’alba, erano solo per noi. E sono stata presuntuosa a pensare che uno scenario unico come quello, mi ricordasse Sciacca e la “Coda della volpe”. Continuavo a dire ai miei amici “ voi dovreste vedere Sciacca”… li stordisco e sono già diventati ammiratori della Sicilia per sentito dire…da me ovviamente! ;) Si ritorna verso Adelaide. Quando si pensa al ritorno , solitamente si diventa tristi ma noi non potevamo esserlo, ancora 10 ore tra strade infinite, alberi immensi, animali, pioggia, arcobaleno, sole, nuvoloni, vigneti, fuso orario, sosta pranzo pasquale, ancora lagune, indovinelli e tantissime canzoni da cantare. E se i viaggi mi danno tanto, mi danno ancora di più le persone con le quali li condivido. Tempo per apprezzarli, tempo per meravigliarmi, tempo per capire che se anche diversi, sentiamo le stesse emozioni . Il verbo al quale si deve ricorrere sempre, in questi casi è: essere. Essere, essere, sempre essere, se non sei non potrai mai Essere. Essere te stessa, essere come ti vedono, essere, a volte, volutamente niente, essere la risata, essere impaziente, essere quella che cambia ogni giorno. 1600 km in tre giorni. Cosa ho vinto?? I miei amici e l’Australia!

martedì 8 aprile 2014

CU AVI LINGUA, PASSA U MARI.

Tanta voglia di scrivere e di raccontare il mio, ormai, terzo mese qui. Ti affezioni alle persone con le quali vivi, con le quali lavori, crei il tuo gruppo, e così via, di colpo va sempre meglio. Empatia, risate, emozioni, confessioni; tutto condiviso con estrema naturalezza con chi, come te, cerca quella persona o quell’amica/o che ha lasciato a casa. Ormai non vado più a letto senza la buonanotte di : Claudia, Andrea, Lauren, Kirsten, Tiffany, Gabi e anche dell’ultimo inaspettato topo. Fin qui tutto normale e quasi prevedibile, ovunque sia stata ho avuto questo sviluppo di vite intrecciate, molte di loro finite in amicizia vera. Questo mese è stato il più lucido di tutti. Ho razionalizzato di starci con tutti due i piedi in Australia, ed è bella anche con l’autunno in Aprile, anche con le nuvole che coprono completamente il sole, anche con gli acquazzoni, anche con il sole che appare per 2 secondi e poi va via. Assieme all’autunno è arrivata anche una sorpresa, Denis, che non vedevo da almeno 7 anni, venuto anche lui qui per una diversa ragione, interessante ed unica, raccoglie racconti degli italiani in Australia. Con immensa ammirazione ho ascoltato la sua “avventura-lavoro” che lo sta portando a vagare per tutta l’ Australia. Mentre racconta, un’esclamazione giunge spontanea aprendo il profilo “lavorativo” di Italian dreamtime: Cavoli Rò, siamo su “ turisti per caso!”. Il giorno dopo viene contattato da una casa cinematografica per la recinzione di un film, e poi…, e poi…, è un susseguirsi di avvenimenti e gioie non di poco conto. Felice per lui e per essere stata coinvolta, a tratti, da questa singolare esperienza. Bene, si ritorna a lavorare duro, talmente tanto da essermi meritata un altro viaggio!!! Bene, davvero bene! Ho il coraggio di uscire dall’ Australia e di ritornarci, dopo qualche giorno. Si, sarà la terra dei sogni ma io ogni tre mesi sento la mancanza di prendere un volo e di andare via… una destinazione scelta non a caso… Per i miei 29 anni, 11 mesi e 10gg mi sono fatta un regalo, chi non si fa un regalo per i propri 29 anni, 11 mesi e 10gg? L’abbandono del “2” va festeggiato, quindi sarà a Bali che brinderò. Non vedo l’ora di andare, ma anche qui, non è che me la passo male!... ma tranquilli ho già altri tre biglietti aerei per le mani! E’ un’avventura questa mia vita, la vivo intensamente e mi lascio travolgere da tutto. Prendo la palla al balzo, anche se poi non la trattengo e la butto via. Eh si, cu avi lingua, passa u mari! Se ci penso l’anno scorso vivevo a Granada, e un anno dopo mi ritrovo qui, in Australia. SE DOVESSERO SCOPRIRE CHE, OLTRE A QUESTO, ESISTE UN ALTRO MONDO, IO CI ANDRO’!

sabato 22 marzo 2014

Se nasci in Sicilia

Se nasci e cresci in Sicilia, è come se tu stessi nascendo già con l'animo da viaggiatore...se non lo fai davvero, è la Terra stessa che ti porta a farlo con la mente. E' una Terra magica per molti versi, è una Terra che ti rende sognante. Già da piccolini, le gite scolastiche, sono a visitare " La Valle dei Templi " ad Agrigento ma non le macerie come a Cipro (I TEMPLI ESISTONO,CI PUOI CAMMINARE DENTRO), il "Teatro Massimo, L'Etna in eruzione, Erice, Taormina (ma non l'Isola Bella, se non ti fermi al mare e vai su, c'è la città), il Parco Archeologico a Siracusa...senza contare il fatto che sei nata a Sciacca, ti rtrovi a vagare in un piccolo contenitore di cultura, un concentrato di superba bellezza. Cosa volete che vi dica? Della Piazza, quella terrazza sul mare che se ne contano due al mondo? La prima esiste ed è a Sciacca, ma la seconda è da verificare. Vorreste che vi parli del Quartiere Arabo o dei mille cortili in pieno centro? Della ceramica coloratissima o di una città "presepe"? Il punto è che ve ne potrei pure parlare della mia Sicilia, ma temo di non rendere chiara l'idea, questa Terra in cui sono cresciuta, confonde anche me. Confonde anche me, soprattutto quando tutto questo non si percepisce e via con il maltrattamento violento. Buttiamo cemento sulle coste, distruggiamo un mare, un teatro, insomma è come se ci sentissimo liberi di fare come crediamo, senza ripagarla per quello che di bello ci regala ogni giorno. Forse, questo "mal contento" di stare perennemente a galla ad un passo dall'affogare, ce lo siamo meritati. Ma i ragazzi che come me, non buttano neanche la carta della caramella a terra, se lo sono meritati questo? I ragazzi che riescono ad analizzare ed a rispettare la propria Terra, se lo meritano questo? I ragazzi che spendono il proprio tempo a spiegare che adottare un semplice comportamento etico migliorebbe anche la loro vita, se lo meritano questo? Che te lo merito o no, in Sicilia non ci puoi stare, "te ne devi andare" ti dicono. " Te ne devi andare", "vattene", "fui di 'cca"!!! Esatto, è una fuitina, ma dolorosa, una fuitina senza l'amante. E una fuitina senza l'amore, che fuitina è? E' evidente che sia dolorosa. Ma come ogni grande amore, stai attento a non parlare mai male della Sicilia ad un siciliano, la difenderà comunque, anche nel torto, troverà una scusa, una giustificazione a tutto, troverà il modo di farla apparire sempre bella, che non tutto è perduto, troverà il modo di farla sembrare sempre Lei, quella che realmente è, come quella bella storia d'amore che resterà nel cuore. Vattene dalla Sicilia, vattene, parla a tutti di Lei, invitali ad innamorarsi ad essere sedotti, invitali e falli trovare bene come noi siciliani sappiamo fare. Vattene dalla Sicilia ma tornaci a dirle quanto è bella e che senza di Lei non puoi stare. Vattene dalla Sicilia, per non affogare, ma poi ritornaci a prendere un altro respiro. Vattene dalla Sicilia ma poi ritornaci per ricordarti, con quel sole, che colore hanno le cose. Vattene dalla Sicilia per non morire, ma poi ritornaci per morire lì, il più tardi possibile, vecchio a 90 anni. Roberta fuiu e ritornerà in Sicilia. In tutti questi viaggi mi sento quasi una missionaria che "va" per far conoscere la propria Terra. Beh, sono sicura che valgo molto di più degli Enti promozionali del territorio o degli assessori del turismo, dovessi tornare il ruolo di assessore Marketing, mi spetterebbe di diritto.

sabato 15 marzo 2014

Nuddu immiscatu cu nenti

I post che scriverò avranno più o meno un titolo di detti siciliani, perchè quando vuoi tramettere un messaggio a chiare lettere e in modo incisivo è al dialetto che devi ricorrere. Ci sono frasi che calzano a pennello, senza fraintendimenti, e dove può arrivare il tuo dialetto, non c'è lingua italiana che tenga. "Nuddu immiscatu cu nenti" si dice a chi si dà troppe "arie", a chi si vanta, a chi ingigantisce la sua persona in positivo e alla fine non c'è niente...è vuoto. E quindi, se non facciamo parte di quella categoria, allora, dobbiamo essere anche in grado di dimostrarlo, non agli altri, ma a se stessi. Io sto cercando di farlo ogni giorno, mantenendo la mia indipendenza, costruendo serenità intorno a me, sentendomi qualcuno e non "nuddu" nella mia vita. Andando indietro nel tempo...questo è ciò che più di un mese fa ho vissuto. 01/02/2014 Chissà quando la finirete con la storia " fai la bella vita!"...se vi riferite al fatto che viaggio spesso è vero, è fantastica, più che bella! Ma volevo dirvi che da quando sono qui, dopo 5 ore ho iniziato a cercare casa, dopo 4 gg ho iniziato a lavorare...un lavoro umilissimo per carità, ma con la stessa umiltà vi dico che non avrei potuto fare di più e con tanta persunzione vi dico che siete un pò scemi a restare in Italia perché ambite all' alta posizione...intanto però fate i tirocinanti a gratis con la paghetta settimanale di mamma e papà. Certo che c' entra, dietro una scrivania, mica ci si sporca le mani per una posizione alta come tirocinante! Invece, chi si sporca le mani: viaggia, conosce nuovi mondi, impara a vivere, via ogni tipo di discriminazione, viene pagato dal datore...insomma va " FA LA BELLA VITA". Si, proprio quella frase lì, quella che odio! E dimenticatele per un pò quelle cavolo di lauree, ormai siamo tutti laureati! A Natale scrissi la letterina a babbo natale per ricevere la disoccupazione dall' Inps. Bene, non l'ho ricevuta. E sapete quanto ha inciso questo sulla mia decisione di trasferirmi? N U L L A. Anzi, mi ha messo ancora più rabbia. Perché l'Italia è quella casa che ti distrugge le idee, i tuoi "sogni", allora sono diventata più agguerrita...e quindi Inps non paghi? Fanculo, ti meriti di fallire tu, non un ragazzo che ha voglia di fare qualcosa con i soldi che gli DEVI!... e quindi, per tornare a noi, io in Italia volevo ricoprire una posizione alta: il Capo del Governo. Poi ho pensato che per fare questo mestiere bisognava essere stupidi, allora "mani sporche" si, stupida no! Fatelo voi, che poi non sarà neanche così bello. Meglio il sindaco di Sciacca, forse no, perché se poi non fai un Carnevale è finita, diventi un sindaco di merda. Niente, niente, scherzavo! Anche qui voglio ricoprire una posizione alta, voglio fare la Regina. Voglio essere sulle banconote da 50$! E dai come siete, sono in Australia, io posso ancora sognare! ;) 5/02/2014 Ho avuto la sensazione di sentirmi completamente libera e che la mia avventura stava avendo inizio proprio quando ho trovato casa. E quella giusta per me, a due passi dal mare. Tutto ha trovato l'emozione giusta...apri le valigie, puoi riporre la roba nei cassetti, cose che sembrano incredibili fino a pochi giorni fa. Senti dei passi, sono i tuoi nuovi coinquilini un francese, due scozzesi, un'americana, una tedesca,...e a parte l'americana, da una presentazione veloce ti rendi conto di quanto l'Europa sia in crisi...e in quel momento vorresti anche dirgli che hai passato il tuo giorno off ad inalare il profumo di candeggina per togliere il loro sporco ma è meglio di no, sono passati solo 5 min e loro sono entusiasti del tuo lavoro. Continuano a dire: Thanks! Vabbè, il tuo primo giorno nella nuova casa non può finire sfinita nel letto per aver fatto la Cenerentola, allora andiamo a vedere il tramonto. Lo becco in pieno, e mentre faccio una foto ad gabbiano che vola, un altro mi caga sul piede...ma nn mi sono mossa, nulla poteva distrarmi da quel meraviglioso tramonto, il mio primo vero tramonto in Australia. Felice, percorro il molo. Ero sola ( certe cose voglio farle sempre da sola)ma non mi sentivo sola. Sentivo la mia voce parlare " Sono in Australia" mi sono sentita libera, mi sento libera, mi stendo sulle panchine, sui prati, sulla spiaggia vestita, esco in infradito, senza trucco...per carità, i bracciali e le collane li ho sempre...ma faccio cose che la mia vita da figa in Italia non mi permetteva di fare, ancor peggio se vivi a Rimini, lì devi esser figa ma perché ti viene naturale esserlo. Sapete a cosa penso tutte le sere? Penso a quale emozione mi ha dato questo posto. Alla fine della giornata riesci a contarne sempre qualcuna. Stasera ne ho vissute tante ma quella che più mi ha emozionato è stato il senso di libertà, nei gesti, nei pensieri che si traducono in felicità quotidiana. 09/02/2014 Pochi giorni nella tua prima casa australiana. È tutta un'altra cosa avere una casa, inizi a capire che stai veramente vivendo in una città che non è tua e non sai mai se lo diventerà. Avere una casa significa ritornarci quando hai finito di lavorare e trovare i tuoi coinquilini "festanti" e che cercano di rullare una sigaretta. Allora che fai? I tuoi anni universitari ti sono serviti anche a questo. Ti siedi con loro e con gli attrezzi da lavoro: cartina e tabacco, mostri orgogliosa il tuo sapere. Subito dopo gli dico "voi non ci crederete ma io non fumo e non so fumare"...non ti crederanno fino a quando rifiuti l'offerta di fumare. " I can't belive it!". Ti chiedono come hai imparato così bene a rullare, e diventa difficile spiegare come passavo le lunghe pause universitarie cn gli amici che fumavano come turchi e che per te leccare la colla della cartina bene, era cm aver superato un esame. Gioie e dolori furono quelle sigarette rullate perfette e quelle che ti riuscivano una merda. Adesso è mattina e la mia casa la vedo sempre più bella, è veramente grande. Tanto da accogliere 8 ragazzi con i loro sogni, alcuni sono ricercatori, altri non lo so. Ma io? Io che sono? Anche io sono una ricercatrice...faccio ricerche di racconti! Vi sembra poco? E poi una dimensione e un senso in questa casa l'ho trovato. Rullare sigarette!!! I'm the Queen! 12/02/2014 Ricordo ancora come ho trascorso la mia estate italiana. Tornavo in Italia dopo mesi di partenze all'estero...Dublino, Italia, Cipro, Spagna...finalmente di nuovo Italia, ma non Rimini, Sciacca, CASA. Ero felice di ritornare a casa perché era un vero ritorno, dopo 10 anni avevo fatto il primo vero trasloco e nn avevo più niente che mi legasse a nessun posto come casa. Anche per chi prende la valigia come gioco, arriva il momento in cui ti dici "basta" che ti vuoi fermare un pò, goderti la tua estate a casa, con il mare color mare, il cielo color cielo, il sole color sole, il vento che profuma di mare. Ma nn fu così. Il dovere chiama! 20gg dp una chiamata di lavoro. Si va a Riccione, contenta di lavorare ma dolorante per l' estate che sapevo di lasciare. 3 mesi a lavorare, ad andare al "mare" con il cronometro e a stare attenta a non stancarmi troppo perché avrei dovuto lavorare fino a notte. Vedevo le foto dei miei amici, in barca, alle feste, io la sognavo quell'estate a casa, anche io volevo essere là...ma sapevo che una distrazione e un divertimento di giorni mi avrebbe fatto perdere di vista il mio obiettivo. Allora, Roberta lavora. Roberta a fine estate potrai farti un'altra estate. Roberta, resisti. Tutti i 3 mesi così, a ripetermi di resistere. Ho resistito. A fine estate avevo tutto: i miei soldi, il mio sogno, il mio dovere, il mio orgoglio, il mio traguardo e ancora i miei obiettivi. Adesso ho la giusta ricompensa e la mia estate, quella tanto sognata, quella nell'acqua cristallina e spiagge bianche, quella calda, quella in Australia. 15/02/2014 Un mese, oggi, ad Adelaide. Il punto della situazione sembra d'obbligo. Avete presente quella pubblicità schifosissima dell'Intercultura, dove il tipo dice "adesso ho due papà, due mamme e una volta ho detto "cavallo" anzichè "casa"?...quella pubblicità mi faceva saltare tutti i nervi contemporaneamente... Ad oggi, mi sono sentita un pò protagonista di quello spot. Gli sconosciuti che mi ospitano a casa loro, "ti accompagno", "ti vengo a prendere", barbecue, casa con piscina...poi ieri al posto di dire "mashroom" ho detto "marshmallow"...ed ecco che finisce tutto con risate ingestibili...e ridi di qua e ridi di là, Robè un c'è sta niente da ridere, impara st'nglese e non confonderti! Ma che ne sò, quest'Australia mi rende un pò sognante, tanto da credere che esitono le sirene, in Australia devono esistere le sirene altrimenti che terra da sogno è?!?!! Adesso inizia il vero sogno, mi iscrivo in palestra, trovo casa, il mio proprietario mi parla in dialetto calabrese " simu italiani, chiddu lassalu stari chi esti stortu..." insomma roba che dici "ma dove sono?". A quel punto parto in vantaggio, mi esprimo in dialetto e in modo simpatico " a casa manca questo qllo, ecc..." in tempo record porta altri 2 divani in pelle, il terzo figrorifero, un letto nuovo, un armadio nuovo, internet, televisore (manco a dirlo 38 pollici e a schermo piatto)...Ci dice "siete brave ragazze". Si, a chiedere bravissime! "Domani vi porto a fare kayak e se volete pure in giro". E fu così, andiamo in giro con la sua miserabilissima "Maserati GranTurismo". Poi dite che non devo credere che le sirene esitono! Enjoy your time in Australia Roby! 19/02/2014 Ti ringrazio crisi italiana, per avermi portata qui, lì, là e ovunque mi sia trovata in questi ultimi anni. Non c'è niente che mi fa sentire sofferente, neanche se penso a tutti quegli anni passati a studiare per poi abbondonare le lauree, dimenticandomele per sentirmi più libera di fare senza avere l'ossessione di pensare che chi è laureato "DEVE FARE, DEVE AVERE, DEVE ASPIRARE..." senza capire che l'unica cosa che bisogna fare è qlla di nn dimenticare le cose belle della vita. Ti ringrazio crisi italiana perché lontano da te ci sono posti che puoi chiamare lo stesso casa, da immigrata o no, questo non importa. Ti ringrazio crisi italiana perché mi hai regalato una nuova sfida. Ti ringrazio crisi italiana perché questo tuo stagnante stato di miseria non mi ha confusa, ma mi ha solo dato la spinta giusta. Ti ringrazio crisi italiana perché adesso quando torno a casa da lavoro e sono stanca, dormo con l'anima in pace. Ti ringrazio crisi italiana perché ogni mattina quando mi sveglio devo solo pensare a quali cazzate fare, prima avevo solo pensieri. Ti ringrazio crisi italiana perché, forse, non è proprio colpa tua del risultato dei miei viaggi ma è un' ottima scusa per farli. Ti ringrazio crisi italiana perché adesso affronto la mia vita con più simpatia e menefreghismo. TI ODIO crisi italiana, quando leggo che sei un vortice omicida e distruggi la quiete delle famiglie italiane. TI ODIO crisi italiana quando mi viene un nodo alla gola a dire che sono ITALIANA. TI ODIO crisi italiana quando penso che l'ITALIA, alla mia nascita, mi ha dato la nazionalità e non una NAZIONE dove vivere. TI AMO ITALIA per il bene e per il male che a 29 anni mi fanno crescere ancora. 10/03/2014 Tutto inizia dall'Italia, dai consigli sbagliati, dal "ma dove vai? Resta qui. Ma poi Adelaide? Fai una cazzata Robe'. Ma tu sei pazza". Arriva il momento che per fare la TUA scelta, devi diventare impermiabile. Passi dall'ascoltare, al sentire, e più senti parlare più diventano solo bocche aperte senza suoni. Parole, parole al vento. Ti metti lì a pensare, poco, perché hai già deciso nel giorno in cui hai capito che il gioco più convincente rimane sempre quello di partire. Adelaide, è lei per me. Due mesi, passati velocemente. Non riesco mai ad immortalere tutto quello che la vista mi permette di vedere e non riesco a raccontare tutto quello che riesco a provare. Il molo, i pescatori sul pontile, la sabbia bianca, le spiagge nascoste, le stelle marine di colori diversi, i profumi, i colori del cielo, i nuvoloni rossi, le piccole isole,le foche, i delfini, i canguri, i koala, i fiori, i segnali stradali gialli, onde spaventose, il giornale lanciato dal postino al mattino come nei film, i tramonti...oggi ne ho visto uno da togliere il fiato. È notte e pensi: se questa è una cazzata come mi fu detto 2 mesi fa, dovrei iniziare a vivere da sottomessa e da inutile codarda per evitare di vivere la mia vita. 16/03/2014 Sarai "Nuddu immiscatu cu nenti" se ti vanterai di ciò che non sei.

venerdì 14 marzo 2014

Si parte da qui.

Chi è siciliano capirà subito. Apro questo mio blog con una tipica frase siciliana che ti sentirai dire tutte le volte che andrai per vie sconosciute. Infatti, per chi non lo sapesse " Occhiu vivu e manu au cuteddu " è una frase che riassume tanti concetti tutti insieme. E' una raccomandazione che mi ha sempre fatto mio fratello maggiore a tenere gli occhi aperti, a fare attenzione e se è il caso di difendermi, di essere prudente. Una raccomandazione frequente e familiare ai miei viaggi, perchè tutti iniziano così. Sono Roberta, una ragazza di 29 anni, fin da bambina ho sempre manifestato la mia libertà ed indipendenza. Mia madre mi dice sempre "sei stata mia solo per i mesi che ti ho tenuta in pancia"...che poi furono otto, nacqui di otto mesi! A sei anni, mi ritrovavo a leggere l'atlante geografico, mia madre ne aveva comprato uno stupendo con mille informazioni, e per gioco e curiosità stavo lì a leggere cosa c'è in questo Mondo. Forse tutto nasce da lì, niente bambole ma atlanti da scoprire. Una passione silenziosa, che ho covato per anni ed anni, liberatasi subito dopo essermi laureata. Da allora, non mi sono fermata più. Un tram-tram, pieno di emozioni, adesso tralasciando i miei ultimi anni di viaggi, inizio dall' Australia. Potrei raccontarvi di quanto sia bello essere qui, di qnto caldo c'è, di quanto è bella l'estate quando in Italia è inverno, invece vi racconterò di quanto il destino ha voltuto che fossi qui. Il viaggio inizia il 13 Gennaio dall'aeroporto di Trapani dove solo all'imbarco mi accorgo di aver perso il borsellino con carte di credito, soldi in contanti e patente...ma tutto quello che mi serviva era salvo, il passaporto era con me! Tra confusione e pianto da panico l'hostess mi chiede se fossi voluta partire lo stesso, e allora su, schizzo dentro in aereo. Un'ora e un quarto di pianto pensando a come avrei potuto risolvere tutto, ma intanto avevo solo 10 cent trovati in borsa. Passo la notte a Padova dove gentilmente la ragazza che, adesso, lavora con me mi ha ospitato. L'indomani 3 ore prima del volo che mi avrebbe portata qui, sn andata in giro per le banche a cercar di risolvere tutto. Risolvo. Potevo partire più tranquilla. Venezia, aeroporto, passaporto, Dubai, Adelaide. Era qsto ciò che mi attendeva. Guardavo l'aereo da lontano ed era grande, fino a quando poi non ci sono entrata dentro e mi sono resa conto di quanto grande fosse realmente. Ero sul volo che avevo prenotato solo 10gg prima, perchè non serve tempo per decidere, le cose che desideri ti lasciamo poco tempo per riflettere. Dubai, ci siamo, di corsa al controllo passaporto e bagagli...fatto! Via, un'altra volta sull'aereo "grande" dove in 12h vedi 2 volte il giorno e 2 volte la notte...pensavo di sognare invece questo è il Mondo. Tutti dormivano ed io, spesso sveglia, ho memorizzato tutte le facce delle hostess impazzite che ci portavano del cibo in continuazione. Che fare? Vediamoci 3 film!...il pilota annuncia che stiamo atterrando. E' proprio in quel momento che pensi "che cazzo ho fatto!". Ma tutti i miei trasferimenti sono iniziati con la stessa esclamazione. Adelaide, adesso sono qui, dove nn sò di preciso cosa mi aspetti di bello, dove la confusione spesso è evidente, dove l'acqua del cesso gira al contrario, dove 9h 30m di fuso mi separano dall'Italia, dove l'estate è calda e mi ricorda la Sicilia, dove già il giorno dopo che ero arrivata mi sono svegliata per cercar casa...è questa determinazione che mi fa ricordare perchè sono qui. Incrociamo le dita che domani è un altro giorno!